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Piranesi

Piranesi

🇮🇹️ Piranesi è il primo libro che ho letto nel 2021 e mi sbilancio tranquillamente nel dire che è uno dei migliori che leggerò quest anno. In Italia il 4 Febbraio per Fazi editore e io vi suggerisco di leggerlo, non fatevi frenare da chi lo vuole etichettare come libro fantasy perchè Piranesi è molto altro. Vediamo insieme perchè in questa (volutamente) breve recensione senza spoiler.

La prima domanda a cui rispondere è sicuramente: perchè volutamente breve? In questa recensione vi racconterò molto poco della trama del libro perchè secondo me Piranesi DEVE essere letto senza sapere nulla. Frase che è ovviamente un controsenso con l’esistenza stessa di questo post, ma dovrò pur stuzzicare la vostra curiosità per spingervi a leggerlo, no? Quindi manteniamo il tutto al minimo possibile con la consapevolezza che, purtroppo, non sto rendendo giustizia al romanzo. Della stessa autrice potreste aver letto il romanzo precedente Jonathan Strange & Mr Norrell pubblicato nel 2004 e diventato anche un miniserie TV, ma state tranquilli che Piranesi è un’altra cosa. Piranesi è un viaggio metaforico, un’esperienza di meditazione e al tempo stesso un mistery che si rivela piano piano. Una chicca rara, purtroppo.

I personaggi principali di questo romanzo sono tre: Piranesi, l’Altro (così nominato da Piranesi come contrapposizione a se stesso) e la Casa che però è tutto tranne che un’ordinaria dimora. La Casa, infatti, è la protagonista principale in un intreccio magico tra personaggi e worldbuilding.

“The House is valuable because it is the House. It is enough in and of Itself. It is not the means to an end.”

La Casa viene descritta come un castello, un labirinto dalle dimensioni inimmaginabili, abitato da grandi statue, da pesci e uccelli organizzati in tre livelli: un livello sottostante con il mare, un livello superiore con il cielo e le nuvole e un livello centrale regno degli uomini. Non so voi cosa vi stiate immaginando, ma io mentre leggevo avevo la mente piena dei lavori di Esher. Piranesi e l’Altro sono gli unici esseri viventi che la abitano. Piranesi vive in comunione con la Casa, la tratta come un' amica e una compagna di cui prendersi cura, la capisce e la rispetta. Se Piranesi fosse vissuto nel 500 probabilmente sarebbe stato un fervente ammiratore di Thomas More e la sua Utopia. L’Altro, invece, ha un rapporto opposto con la Casa. Come Piranesi è una mente analitica e meticolosa che studia l’ambiente in cui vive, ma ne è spaventato, non la comprende e non riesce a carpirne i segreti, risultandone inevitabilmente come schiacciato. L’Altro si perde tra le sue sale, litiga con gli uccelli, ha paura delle maree e considera le statue solo delle statue. Sebbene i due protagonisti si considerino amici e colleghi è evidente il fatto che l’Altro sfrutti Piranesi per il suo rapporto di comunione con la Casa con lo scopo di svelare una grande e segreta conoscenza nascosta in essa.

“Now tell me. What do you remember?” “What do I remember?” I asked, confused. “Yes.” “As a question it lacks specificity,” I said. “Nevertheless,” he said. “Try to answer it.” “Well,” I said. “I suppose the answer is everything. I remember evrything.” “Really?” he said. “That’s a large claim. Are you sure?”

La storia si sviluppa attraversa il giornale che scrive Piranesi, in cui ci inizialmente ci viene descritta soprattutto l’atmosfera mistica e suggestiva della Casa e i suoi incontri settimanali con l’Altro. Tuttavia, l’anno in cui gli albatros arrivano nelle sale sud occidentali, qualcosa cambia. Un altro essere vivente fa la sua comparsa nella Casa rompendo inevitabilmente l’equilibrio dei personaggi. A questo punto la storia diventa un graduale crescendo, fino alla finale presa di coscienza di Piranesi su se stesso e il mondo che lo circonda. Avete mai visto The Truman Show? Il viaggio verso la consapevolezza di Truman non è molto diverso da quello di Piranesi. A differenza di Truman, però, Piranesi non è mai in conflitto con se stesso, la progressiva consapevolezza sulla sua vita e su stesso lo sconvolge, certo, ma è come se la consapevolezza di se che ha acquisito con il suo rapporto con la Casa lo riempisse completamente, non lasciando spazio per altro.

The Beauty of the House is immeasurable; its Kindness infinite.

Che dire, Piranesi secondo me è un libro che va letto. Sento già le lamentele di chi dirà che è noioso (la risposta brutale è che non ve lo meritate). Ma Piranesi non è noioso, è un viaggio in un mondo suggestivo che all’inizio può disorientare, ma pian piano ci affascina e ci trascina nel mistery (quasi thriller). L’ambientazione mistica e suggestiva, infatti, rimane anche nella seconda parte del romanzo, meno centrale rispetto alla prima metà, ma sempre presente.

Qualsiasi cosa vi aspettiate dopo aver letto questa recensione sappiate che Piranesi è altro, solo leggendolo potrete scoprire cosa. Buona lettura.

Peace and love ❤️