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These Violent Delights

These Violent Delights

🇮🇹️ Questa è la storia di Romeo e Giulietta ambientata nella Shanghai del 1926 durante la comparsa di un mostro e lo scoppio di una pandemia che spinge le persone a suicidarsi. Non so voi, ma io ero pronta ad aspettarmi il libro più strano dell’anno. Mi sembrava una cozzaglia di elementi così esagerati e stravaganti, come solo un libro trash poteva fornire. Quindi ovviamente mi sono fiondata a leggerlo con un livello di aspettative che rasentava il sottosuolo. Ora sono qui per fornirvi la mia non richiesta opinione se ne sia o no valsa la pena, as usual no spoiler.

Le rivisitazioni dei grandi classici devo dire che mi mettono sempre una certa ansia. Per quanto mi riguarda non esistono vie di mezzo, o li amo o li odio. L’anno scorso ho letto A Curse So Dark and Lonely che è una rivisitazione della Bella e la Bestia e probabilmente è stato uno dei libri più brutti letti nel 2020. Mi è piaciuto talmente tanto poco che, sebbene sia il primo di una trilogia, penso che per me rimarrà anche l’ultimo. Non offendetevi se vi è piaciuto, ma per me proprio no. La storia di Romeo e Giulietta, poi, è uno dei classici più sdoganati di sempre, quindi doppiamente rischioso. Anche se è anche quello che di solito mi riesce a dare più soddisfazione. Rivisitazioni meglio riuscite di sempre secondo me sono il film del 1996 di Baz Luhrmann e Shakespear in Love uscito due anni dopo. Sono ai poli opposti come stile cinematografico, ma entrambi riescono a rendere giustizia all’opera di Shakespere e produrre qualcosa di originale. Il libro di Chloe Gong si colloca come genere più verso il film di Luhrmann. Poche odi alla luna e paragoni con le rose, più scambiamoci le pistole e ammazziamo qualcuno.

A glooming peace this morning with it brings. The sun, for sorrow, will not show his head. Go hence, to have more talk of these sad things. Some shall be pardoned, and some punished. For never was a story of more woe than this of Juliet and her Romeo.

Il romanzo è ambientato nella Shanghai del 1926, un luogo sicuramente pieno di vita ma piegato dagli eventi politici. La città è infatti divisa in fazioni controllate da schieramenti diversi, alcuni addirittura sotto il controllo di stranieri come francesi, inglesi e americani, ed è teatro della guerra tra Nazionalisti e Comunisti. Al centro di questi conflitti, due gang rivali esercitano il controllo maggiore. Da una parte vediamo la Scarlet Gang, comandata dalla famiglia Cai, contrapposta ai White Flowers, comandati dalla famiglia di immigrati russi dei Montagrov. Ovviamente erede degli Scarlet Gang è Juliette Cai mentre l’erede dei White Flowers è Roma Montagrov. Il romanzo inizia con il ritorno in città di Juliette dopo essere stata per quattro anni in America. Dal suo incontro con Roma si capisce che i due hanno un trascorso amoroso risalente a quattro anni prima, ma che per qualche motivo (che solo a pochi capitoli dalla fine ci viene svelato) è stato troncato e i due ora sono acerrimi rivali. I due protagonisti sono costretti a sotterrare l’ascia di guerra quando due eventi scuotono nel profondo la città di Shanghai. Un mostro viene avvistato aggirarsi vicino al fiume della città e una strana follia collettiva comincia a colpire gli abitanti spingendoli a strapparsi la gola e suicidarsi. I due eredi rivali saranno costretti a lavorare insieme per venire a capo di entrambe gli enigmi e salvare la loro città sull’orlo della distruzione.

Io vi avviso, se siete in qualche modo molto suscettibili verso il mondo degli insetti, probabilmente non è il libro adatto a voi. Nel romanzo ce ne sono parecchi e si intrufolano nel cervello delle persone tipo pidocchi attaccati ai capelli. Non è una bella descrizione da dare, ma è la realtà. In più non fate il mio errore e sappiate che il libro non è uno stand alone. Non so per quale motivo, ma io ero assolutamente convinta che non fosse una serie e infatti verso gli ultimi capitali ero onestamente molto disappointed dal fatto che i protagonisti non accennavo a essere con un piede nella fossa. Scrivi una rivisitazione di Romeo e Giulietta e i protagonisti sono ancora vivi alla fine??? Sacrilegio! Peccato che non è così perchè il libro non finisce, viene brutalmente troncato con un to be continued che mi ha lasciato molto perplessa. Primo perchè non me lo aspettavo e secondo perchè la storia secondo me poteva stare in piedi anche con un libro solo, ma evidentemente la scrittrice ha in mente uno sviluppo di trama diverso da quello che penso io. Passato lo shock del finale non finale ci ho riflettuto e secondo me è un bel romanzo da leggere con un voto finale che per me è 4/5. L’ambientazione della città è descritta molto bene, alla fine c’è anche una nota dell’autrice che ci fornisce qualche elemento storico sulla vera Shanghai degli anni venti che ho trovato molto interessante. La vera chicca però è la caratterizzazione dei due personaggi. Juliette soprattutto è il personaggio a cui l’autrice dedica più impegno. Juliette ama la sua città, è pronta a tutto pur di salvarla, anche a mettere da parte l’onore e l’orgoglio e lavorare con la sua nemesi. Al tempo stesso però soffre perchè ha cucita addosso l’etichetta di straniera essendo stata educata in America e aver passato lì la maggior parte della sua vita. Juliette è destinata ad essere emarginata ovunque si trovi, troppo cinese per gli americani e troppo americana per i cinesi. Al dolore di sentirsi straniera nella sua stessa terra, si aggiunge il trauma di quello che le ha fatto Roma quattro anno prima. Come ho detto prima ci vuole un po' per capire effettivamente cosa sia successo, ma è chiaro fin da subito che quello che è stato le ha spezzato non solo il cuore ma l’anima. E continua a farlo tutt’ora perchè gli eventi del passato spingono Juliette ad odiare Roma, ma è evidente che lei continua ad amarlo e la cosa la distrugge. Juliette in pratica è la donna dai mille conflitti interiori che l’autrice riesce a descrive benissimo e questo ne fa un personaggio molto interessante. Per il personaggio di Roma ci vuole più tempo per comprenderlo, secondo me è solo quando spiega a Juliette le ragioni delle sue scelte di quattro anni prima che riusciamo a comprenderlo meglio. Quello che è evidente è che le scelte del passato hanno spezzato Juliette e ne hanno reso una donna forte e dura mentre su Roma hanno avuto quasi l’effetto opposto. La rottura interiore di Roma non lo rende arrabbiato ma triste, non voglio dire debole perchè sarebbe un’esagerazione, ma in contrapposizione a Juliette ne esce quasi in questo modo. Roma deve convivere con la sua scelte e le sue conseguenze, Juliette invece ignora le ragioni, vive solo la tragedia delle conseguenze senza comprenderle e questo la fa infuriore con Roma, ma soprattutto con se stessa. Ho la sensazione (e la speranza) che Roma sarà un personaggio molto più caratterizzato nel seguito del libro, quando la dinamica dei due personaggi sarà esattamente invertita. Alla fine del romanzo, infatti, Julietta fa una scelta tanto pesante come quella già affrontata da Roma, ma questa volta è Roma che ne subisce le consequenze rimanendo all’oscuro delle ragioni. Ho tante speranze per questo seguito (che quindi si rivelerà una delusione cuocente).

Quindi alla fine mi è piaciuto? Sì, alla fine mi è piaciuto. Non è il romanzo perfetto ovvio, però è una originale e ben scritta rivisitazione della storia che conosciamo tutti. La trama a riassumerla con l’ambientazione di Shanghai, il mostro e la pazzia del suicidio fa pensare ad un’accozzaglia di cose senza senso (il classico troppo che stroppia), ma invece l’autrice riesce a conciliare tutti questi elementi in maniera molto elegante e senza esagerazioni. Spero onestamente che il seguito non mi deluda, ci sono alcuni possibili sbocchi di trama che sembra si intuiscano facilmente alla fine del primo romanzo, ma vedremo se effettivamente saranno così scontati o mi dovrò ricredere.

Peace and love ❤️