Kdrama

Hotel Del Luna

Hotel Del Luna

🇮🇹️ Nella traversata che vi porterà ad amare i kdrama tanto quanto me, il secondo drama di cui vi voglio parlare dopo It is okay to not be okay è Hotel Del Luna, una bellissima chicca del 2019. La protagonista del kdrama è IU, attrice e cantante a cui inspiegabilmente assegnano sempre il ruolo del mai una gioia (vedi Moon Lovers: Scarlet Heart Ryeo o My Mister).

Hotel Del Luna è sicuramente un kdrama con una trama originale. La protagonista della storia è Jang Man-Wol (interpretata da IU) con un ruolo di quello che potrebbe essere l’equivalente di un CEO dell’albergo Del Luna, una struttura nel centro di Seoul che rimane nascosta a quasi tutti gli occhi degli umani.

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IU è Jang Man-Wol.

L’hotel funziona come una specie di limbo per i morti che hanno ancora faccende irrisolte o che vogliono aspettare una persona cara prima di passare oltre. Tutti coloro che alloggiano e che lavorano nell’hotel sono quindi fantasmi tranne che per Jang Man-Wol e il manager dell’hotel. Man-Wol si trova in una condizione intermedia tra la vita e la morte, nata umana mille anni prima, si è macchiata di un peccato enorme che la condanna ad essere legata all’hotel fino a quando non avrà espiato la sua colpa. Accogliere i fantasmi nell’hotel e aiutarli a passare oltre per potersi reincarnare è quindi il suo modo per espiare l’aver ucciso un non ben specificato numero di persone quando era in vita. L’hotel è per Man-Wol una redenzione, ma anche una prigione da cui non può scappare.

Il manager dell’hotel, invece, è l’unico umano che serve come da ponte tra il mondo degli spiriti e quello umano. Il suo compito è quello di occuparsi di faccende prettamente da vivi come pagare le bollette, tenere sotto controllo le spese o trattare con i parenti in vita dei morti. La posizione del manager viene quindi occupata ciclicamente da persone differenti a cui Man-Wol fornisce il dono/maledizione di riuscire a vedere i fantasmi. Il giovane Gu Chan-sung si trova costretto a ricoprire tale posizione a causa di un patto che il padre ha stipulato con Man-Wol venti anni prima.

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Yeo Jin-Goo è Gu Chan-sung.

All’inizio è estremamente riluttante e spaventato, ma si trova costretto a capitolare quando capisce che vedere i fantasmi gli preclude la possibilità di avere un lavoro e una vita normale. Inoltre, quello che alla luce del giorno e per le persone normali è una struttura scialba e insignificante, si trasforma la notte in un albergo magnifico con stanze magiche e ospiti incredibili. Probabilmente tutto sommato vale la pena di lavorare in un posto così.

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In una di queste stanze si trova un giardino con un albero apparentemente secco, senza foglie o fiori. L’albero è il cuore stesso dell’albergo, legato indissolubilmente a Man-Wol e destinato a rifiorire solo quando la condanna di quest’ultima sarà prossima a essere espiata, permettendole quindi di passare oltre e ricevere la possibilità di reincarnarsi. Una specia di rosa della Bella e la Bestia, ma che al contrario fiorisce quando la maledizione è spezzata.

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Ovviamente l’albero comincia a dare segni di fioritura quando Gu Chan-sung arriva nell’albergo. Puntata dopo puntata vediamo i due protagonisti e gli inservienti dell’albergo avere a che fare con le faccende irrisolte degli ospiti dell’albergo e di loro stessi. La storia più interessante è sicuramente quella di Man-Wol, una storia tragica (altrimenti non avrebbe portato ad una maledizione di mille anni) e piena di rancore. Man-Wol si trova a dover affrontare faccia a faccia tutte le persone che hanno fatto parte della sua vita passata, persone che ha amato e che sono morte e persone che l’hanno tradita, condannata o che le hanno spezzato il cuore. Ci vorrà tutto il suo autocontrollo, e anche qualcosa di più, per non cercare vendetta su queste persone condannando Man-Wol a diventare uno spirito cattivo destinato ad essere eliminato senza reincarnazione. Quello che capiamo piano piano è che Gu Chan-sung è in realtà stato portato nell’hotel da Mago, un’essere superiore che fa le veci di una specie di dio che vuole vedere Man-Wol finalmente in pace e libera dal rancore del suo passato.

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Tutti i protagonisti del drama.

Il drama è una riflessione continua di quello che è il tema della morte e i rancori che ci tengono ancorati e che pesano sulla nostra anima. Pur trattando un argomento così delicato, lo fa in una maniera estremamente ironica e dolce quando necessario. Non viene lasciato quasi mai spazio alla malinconia e alla depressione, complice soprattutto il fatto che i coreani credono nella reincarnazione delle anime e quindi la morte non è mai veramente la fine.

Il personaggio di Man-Wol è secondo me caratterizzato molto bene. Man-Wol ha una personalità all’apparenza (ma non solo) fredda, una testa calda con un brutto carattere, interessata più alle ricchezze che le offrono i vivi che ad aiutare le anime. Gu Chan-sung è esattamente il suo opposto, una persona dolce e disponibile, sempre pronto ad aiutare. Grazie a lui Man-Wol ritrova la sua dolcezza e il suo amore che era stato tradito mille anni prima e quindi sepolto sotto una montagna di rancore. Ovviamente il rapporto tra i due rimane qualcosa che lo spettatore osserva con un fondo di malinconia perchè dalla prima puntata viene messo in chiaro come Gu Chan-sung sarà colui che dovrà aiutare Man-Wo a passare oltre e quindi, letteralmente, a vederla finalmente morire e trovare la pace. Se da una parte quindi sappiamo che lei se lo merita e che è qualcosa che le auguriamo, vedere i due separarsi è estremamente triste e più di una lacrima verrà versata nelle puntate finali. Le atmosfere del drama fanno si che non sia effettivamente un romance a tutti gli effetti. La storia d’amore c’è ed è presente, ma è molto velata e delicata, soprattutto a causa del suo inevitabile destino.

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Ce li abbiamo i fazzoletti per il finale?

Il drama è un buon equilibrio di ironia e malinconia, leggerezza e tristezza che lo rendono un prodotto estremamente valido a mio avviso. Anche in questo caso, come era stato per It is okay to not be okay, una menzione d’onore la meritano la colonna sonora e i costumi della protagonista.

Se non vi ho ancora convinto a vederlo, sappiate che vale la pena di vedere le 16 puntate anche solo per la scena finale post titoli di coda. Una cosa molto alla Marvel che fa sperare tutti noi fan in una seconda stagione che però per ora non è mai stata confermata. Per descrivere la scena finale dico solo una cosa: Kim Soo Hyun. Ho detto tutto.

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Allego testimonianza grafica per chi non riconosce Kim Soo Hyun (shame on you).

Dimenticavo l’ultima informazione fondamentale. Il kdrama lo potete vedere su Viki che è l’equivalente della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno per noi occidentali appassionati di cinematografia asiatica. Andate e vedeteli tutti.

Peace and love ❤️