🇮🇹️ In realtà la dark academia non è il mio genere letterario preferito. Capisco il fascino e apprezzo l’estetica, ma in campo letterario non è mai riuscito a convincermi totalmente. Ultimamente però ho letto due libri del genere, anche se molto diversi tra loro, di cui vale la pena parlare: Ninth house di Leigh Bardugo e Deadly education di Naomi Novik.
Partiamo da spiegare il termine dark academia. Si tratta, in generale, di una corrente estetica che può abbracciare diverse categorie dalla letteretura, al cinema, al design fino alla moda. Combina caratteristiche tra cui un’ambientazione scolastica, un’atmosfera vintage, ma con un sottotono dark, e una certa enfasi per l’esoterismo, la letteratura classica e discussioni esistenzialistiche tipo vita/morte. La dark academia è un calderone di tutti questi elementi e in ambito letterario è probabilmente più facile che in altri ambiti da individuare. Il fatto che sia una corrente che abbraccia caratteristiche così diverse lo si evince soprattutto quando si mettono a confronto i prodotti di questo genere. Ninth house e Deadly education sono due libri molto diversi per tantissimi aspetti e, nonostante questo, possono essere entrambi descritti come dei fantasy del tipo dark academia.
Di Ninth house ho già fatto una recensione più dettagliata qui. In poche parole, si parla di una ragazza, Alex, con un passato segnato da abusi di sostanze e da un’esperienza traumatica in cui sono morte in modo abbastanza cruento diverse persone, lasciando Alex come unica sopravvissuta. Con questo bagaglio emotivo, Alex viene reclutata a Yale per far parte di una società secreta che ha il compito di controllare otto casate dedite a rituali magici e spesso sanguinari. La ragazza viene reclutata perchè ha la capacità di vedere i fantasmi che spesso si ritrovano attratti dai rituali magici creando potenzialmente situazioni molto pericolose.
Deadly education, invece, è un libro molto diverso. Completamente ambientato dentro la scuola di Scholomance, riprende certe caratteristiche di Hunger Games e Harry Potter. La scuola è infatti una specie di entità con una volontà propria in cui i ragazzi rimangono rinchiusi per quattro anni (zero adulti, zero inseganti, solo i ragazzi e la scuola). Alla fine del quarto anno, l’equivalente della cerimonia di diploma corrisponde al dovere attraversare un’orda di mostri che vuole uccidere/mangiare/assorbire l’energia degli studenti come unico scopo della vita. Quindi se sopravvivi ti sei graduato, se invece muori allora immagino che a quel punto non avere un pezzo di carta che certifichi la tua istruzione non conta più tanto. Durante l’anno scolastico, alcuni di questi mostri riescono a sgusciare nei meandri della scuola anche prima della cerimonia di diploma. Girano e si nascono nella scuola pronti ad uccidere chiunque quando meno te lo aspetti. Proprio per questo motivo, per sopravvivere e arrivare alla battaglia finale, è necessario per i ragazzi creare delle alleanze di potere e una rete di supporto, rimanere da soli o girare da soli tra i corridoi equivale immancabilmente a morte certa. Tutto questo però va di pari passo con il fatto che lo scopo unico di ognuno è sopravvivere, non fare amicizia, e tutti sanno che le alleanze valgono fintanto che la vita della persona stessa non è messa in pericolo. In questo contesto, spicca per la sua differenza il personaggio di Orion Lake che ha fatto dell’essere il guardiano di tutti il suo scopo personale. Orion ha conquistato una certa fama nel lanciarsi senza paura in situazioni tendenzialmente letali per uccidere i mostri salvando se stesso, ma soprattutto gli altri. Per questo motivo tutti nella scuola lo venerano e lo rispettano. Tutti tranne Galadriel (che evidentemente ha una madre appassionata del Signore degli Anelli) che nella vita non vuole certo avere debiti con nessuno ed essere salvata. Galadriel è quel genere di studentessa che si potrebbe definire un mix tra grumpy, ingrata e testarda. Se Orion raccoglie naturalmente schiere di persone che lo vogliono come amico, per Galadriel è esattamente l’opposto. Le persone la evitano e la guardano con sospetto convinte, sebbene senza nessuna prova, che Galadriel sia una maleficer, un tipo di persone che pratica la propria magia usando malia invece che mana. In pratica essere un maleficer corrisponde a corrempersi l’anima estraendo potere da altri essere viventi, degenerando gradualmente fino a perdere se stessi e la propria umanità. La maggior parte dei maghi usa malia di tanto in tanto per piccole magie e trucchetti, l’importante è non abusarne oltre un certo limite. Per Galadriel, tuttavia, usare anche solo una goccia di malia corrisponderebbe a un disastro assicurato per il resto dell’umanità considerando che l’affinità naturale del suo potere è la distruzione di massa. Galadriel in pratica ha il potenziale per diventare il nemico più pericoloso per tutti, ma la madre crescendola l’ha resa consapevole del suo potenziale pericoloso e la ragazza è sempre riuscita a non farsi tentare dalla strada più oscura. Capite bene come Orion e Galadriel sono diversi come il giorno e la notte e, seguendo la legge per cui gli opposti si attraggono, i due cominciano a stringere una bizzarra alleanza. Niente di romantico, ma un’alleanza basata sul fatto che Galadriel ha bisogno della popolarità di Orion per crearsi una rete di amicizie e sopravvivere alla cerimonia di diploma, mentre Orion pensa che Galadriel sia un maleficer pronto ad uccidere altri studenti e per questo vuole tenerla d’occio. Tutte le relazioni più belle sono basate sull’odio reciproco. Durante gli eventi del libro, i due dovranno affrontare vari ed eventuali imprevisti per arrivare indenni alla fine del loro junior year e affrontare il successivo senior year nel secondo volume della serie che uscirà a Settembre.
Come si intuisce dalle trame, i due libri sono molti diversi tra loro. Ninth house è pensato per un pubblico più adulto e lo stile di scrittura si rispecchia in questo. Probabilmente complice una evoluzione e esperienze diverse per le due scrittrice, ma lo stile della Bardugo è sicuramente più “alto”, si vede che c’è molta ricerca dietro e, sebbene rimanga un fantasy, si affrontano tematiche anche molto serie. Deadly education è un libro per un pubblico più young adult che può apprezzare una scuola autogestita dai ragazzi e piena di mostri. Inoltre lo stile di deadly education è secondo me molto difficile da apprezzare. Sebbene la storia non sia noiosa e ci sia molta azione, il tutto è scritto dal punto di vista di Galadriel e dei suoi pensieri. I dialoghi effettivamente riportati sono molto pochi e sembra più quasi un flusso di coscienza della ragazza che però alla fine risulta un pochino pesante. Nonostante queste, sebbene qualitativamente Ninth house sia un prodotto oggettivamente migliore, secondo me valgono la pena entrambi di essere letti. L’idea della scuola come la immagina la Novik è abbastanza complessa e si fa apprezzare. Soprattutto, sotto sotto, credo che tutti possiamo amare un personaggio femminile che disprezza tutti a prescindere e ha un carattere docile quanto un rottwailer. Io almeno l’ho apprezzato.
Peace and love❤️